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BARLETTA – DANNEGGIATA LA LAPIDE IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE

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La scorsa notte, tra il 9 ed il 10 Febbraio, a Barletta, è stata deturpata la lapide commemorativa dedicata ai Martiri delle foibe situata in Via Manfredi.

La lapide è stata lesionata a colpi di piccone.

Un gesto che si inquadra nella campagna di odio che, da anni, i soliti ignoti scatenano verso i simboli del ricordo di una pagina tragica della storia italiana e che, apprendiamo, giunge dopo la segnalazione di un professore del locale liceo scientifico capace di tenere una lezione scrivendo, o lasciando scritto, “W Tito” sulla lavagna, in totale spregio della storia e del carattere educativo della scuola, tramutata in luogo di indottrinamento.

Lascia amareggiati constatare che questi sempre più frequenti vilipendi sembrano quasi non fare più notizia, così come disgusta la totale assenza di interventi da parte delle istituzioni in riferimento allo strisciante negazionismo che, in un continuo crescendo negli ultimi anni, viene sempre più tollerato in ogni luogo.

Agli sciancati della storia autori di questo gesto offensivo non solo verso le vittime ed i loro congiunti ma, anche, verso l’Italia intera e la sua storia, ricordiamo anche questa volta un dato di fatto:

Le lapidi si possono distruggere, la storia no.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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ENNESIMO VILIPENDIO ALLA MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOIBE

Nella giornata di ieri è stato segnalato l’ultimo di una lunga serie di oltraggi alla memoria dei Martiri delle Foibe che, negli ultimi anni, sono stati realizzati in ogni parte d’Italia.

Luogo del vilipendio Cinisello Balsamo, dove alcuni “ignoti” hanno vandalizzato con della vernice il cartello commemorativo recante l’intitolazione “Giardino dedicato alle Vittime delle Foibe”. La parola “Foibe” è stata cancellata, accompagnata, come prassi, dall’immancabile falce e martello.

vilipendio-milano-10-ottobre-2016A render ancora più triste la vicenda è la storia di questa insegna, inaugurata da pochi mesi dopo un lungo e difficile iter, figlio di interrogazioni comunali, richieste e ordini del giorno presentati negli ultimi anni.

Il clima di odio che alcuni residuati veterocomunisti continuano a voler alimentare, e che sfocia sempre più frequentemente in questi vergognosi oltraggi, non può e non deve essere tollerato. Il lavoro per ristabilire ed integrare la memoria nazionale, in merito alla drammatica vicenda del confine orientale, deve continuare, giorno dopo giorno, e non essere solo un qualcosa da sbandierare in occasione della triste ricorrenza del 10 Febbraio, Giorno del Ricordo.

Il Movimento Irredentista Italiano, peraltro, sostiene questa posizione sin dalla sua fondazione e, come sempre, proseguirà instancabilmente in questa direzione, ogni giorno, senza sosta, lavorando con ogni mezzo sul territorio, nelle scuole, con la cittadinanza.

Ci auguriamo, inoltre, che si inizi ad identificare finalmente gli autori di questi vilipendi, sempre più diffusi e costantemente senza un colpevole. Sorvolando sulla stranezza di questo fatto, è ora di inviare un segnale, dimostrando come questi gesti non debbano avere diritto di cittadinanza in Italia, identificando gli autori e punendoli severamente.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

 

Vilipendio al Lapidario del Parco della Rimembranza di Gorizia

Gorizia - 28 aprile 1945Nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 Aprile, alcuni ignoti hanno imbrattato il Lapidario del Parco della Rimembranza di Gorizia, che ricorda le centinaia di goriziani deportati dai partigiani comunisti jugoslavi nel maggio e giugno 1945. Il gesto arriva a  pochi giorni di distanza dal 25 aprile, data in cui, ogni anno, avvengono puntualmente vilipendi del genere, come quello registrato a Civitanova Marche dove è stata vilipesa “Via Martiri delle Foibe”, rinominata da ignoti in “Via comandante tito”. All’immancabile falce e martello, disegnata sulla lapide principale, è stata affiancata la scritta “Fasci in foiba” sui nominativi dei goriziani uccisi.

Di nuovo dobbiamo assistere ad un vilipendio vergognoso, che offende ed umilia la memoria dei goriziani che vennero deportati e trovarono la morte nelle foibe carsiche in quei terribili 40 giorni di occupazione jugoslava.

Assurdo classificare il gesto come frutto dei soliti esaltati estremisti. Questo ennesimo oltraggio trova i mandanti in tutte le persone e le associazioni che, a 70 anni di distanza, continuano a manipolare la storia e ad alimentare un clima di odio invece di tentare un pacifico ed oggettivo approccio allo studio delle vicende passate.
Pochi giorni fa l’anpi ha addirittura richiesto la cancellazione del Giorno del Ricordo, sull’onda dell’eccitazione dovuta alla revoca del riconoscimento consegnato ai figli di Paride Mori, capitano dei Bersaglieri Volontari della RSI che difesero proprio Gorizia dall’avanzata dei comunisti jugoslavi.

Inutile chiedere una condanna unanime del gesto da parte di istituzioni, forze politiche e delle suddette associazioni. Anche nel caso arrivasse, sarebbe espressa con le solite vuote parole di circostanza condite della retorica del politicamente corretto. Ai morti e ai familiari delle vittime non si deve la solidarietà conseguente a questi gesti, ma il dovuto rispetto, un concetto sconosciuto a chi ancora oggi difende e collabora con chi inneggia al massacro di propri connazionali. E’ bene inoltre sottolineare come la solidarietà sia ben misera cosa, oltre che bugiarda, quando le stesse istituzioni continuano a finanziare ogni anno, con migliaia di euro, associazioni come l’anpi, la quale ha fatto del negazionismo delle vicende del confine orientale uno dei propri cavalli di battaglia.

La nota roboante retorica della vulgata resistenziale, con cui puntualmente si distorce e si manipola la storia di quanto accadde in Venezia Giulia e Dalmazia, continuerà sempre a portare risultati come quest’ultimo vilipendio. Con buona pace di chi tenta un esame distaccato della storia per opporsi a chi, dopo 70 anni, vuole continuare a propagandare e diffondere un clima da guerra civile.

Spetta dunque ai patrioti la difesa dell’italianità della Venezia Giulia e il prosieguo del percorso di affermazione della verità storica, contro ogni mistificazione e negazionismo.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano