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LA VOCE IRREDENTISTA N.40

Pubblichiamo il 40° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– Gli sciancati della storia
– Malta e l’Irredentismo (Parte III) 1917-1919
– Da Caporetto a Vittorio Veneto (Parte I)
– La Redenzione di Pisino
– 10 Novembre 1975: 42 anni fa la vergogna del       Trattato di Osimo
– Filippo Corridoni: Apostolo del lavoro, Eroe della Patria
– I Fatti di Innsbruck del 1904
– Trieste e la caduta dell’Austria
– Esodo istriano e memoria storica: Riflessioni nel LXXI anniversario della strage di Vergarolla

All’interno, oltre all’editoriale, anche l’abituale rubrica “Il lavoro del Movimento” e “Stoccata finale”.

Clicca qui sotto per leggere la Voce.

La Voce Irredentista n. 40

Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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TESSERAMENTO 2018

Il Movimento Irredentista Italiano, coerentemente con i propri valori che ne hanno ispirato l’azione sin dall’atto della fondazione il 24 Maggio 2011, intende proseguire anche nel 2018 il lavoro svolto finora, promuovendo il proprio atto di Fede in continuità con i patrioti e gli eroi nazionali del passato.

Dal 4 Novembre 2017, data che segna l’anniversario della rinascita del popolo italiano risorto a Nazione, il Movimento avvia pertanto la campagna per il tesseramento volontario per l’anno 2018.

Ribadiamo il carattere volontario dell’adesione. Così come gli italiani che ci precedettero, indicandoci la via ed arruolandosi volontariamente per contribuire al progetto di unificazione della Patria, alla stessa maniera i patrioti di oggi devono ritrovare nella dedizione senza riserve la propria stella polare.

Aderire al Movimento Irredentista Italiano è fare un atto di Fede, è impegnarsi a marciare a testa alta in un deserto di valori ed idee. Aderire al Movimento significa costituirsi parte dell’esigua quanto combattiva schiera di patrioti eredi degli eroi nazionali, strenui difensori della nostra storia e dell’autentica italianità, dentro e fuori i confini d’Italia.

Non promettiamo cariche, prebende o poltrone.

Il nostro pane quotidiano continuerà ad essere il duro lavoro, il sacrificio, l’umiltà, l’impegno puro e disinteressato per un fine più alto: custodire ed alimentare il flebile fuoco dell’italianità, luce per il cammino della nostra Comunità Nazionale sempre più minacciata nella sua sopravvivenza.

Probabilmente noi non vivremo abbastanza per vedere il Sole risorgere sulla nostra Nazione. Se il destino ci ha riservato l’ingrato quanto fondamentale compito di tenere acceso il fuoco sacro dell’ideale in questi tempi oscuri, è nostro dovere continuare imperterriti nella lotta affinché, quando la storia presenterà nuovamente l’occasione, coloro che verranno dopo di noi si dimostrino degni di vedere di nuovo sorgere il Sole.

A noi l’onore e l’onere di resistere in questa apparentemente interminabile notte.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

La Voce Irredentista n.31

Simbolo MIRI definitivoPubblichiamo il 31° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

In questo numero:
– Paride Mori: il coraggio e la verità
– L’indipendentismo veneto e l’impossibile referendum
– Cava Cise: un massacro in nome dell’Istria italiana
– Il mondo non sa che la camicia nera…
– Il Martirio di Pisino (parte III)
– La proposta di Vieste per l’accoglienza degli esuli (1947)
– Gli incursori della Marina italiana nella prima e nella              seconda guerra mondiale

All’interno, oltre all’editoriale, anche le abituali rubriche “Il lavoro del Movimento”, “Scatti irredentisti” e “Stoccata finale”.

Clicca qui sotto per leggere La Voce.

La Voce Irredentista n. 31

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Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

Pasqua 1916 – Pasqua 2015: per la Resurrezione della Patria

23 Aprile 1916 - Artiglieri italiani celebrano la Pasqua inviando singolari auguri agli austriaciIl Movimento Irredentista Italiano, nel giorno della Pasqua di Resurrezione, augura a tutti i patrioti una serena giornata nel segno della tradizione e dell’amor di Patria.

Esattamente, amor di Patria. Quel sentimento che anima noi ed il nostro lavoro, quell’ideale che non conosce interruzioni né soste festive.
Per questo, simbolicamente, vogliamo rivolgere il pensiero a tutti gli italiani che, nel giorno di Pasqua, si trovarono al fronte durante le guerre combattute per l’Unità e l’Indipendenza della Patria. A questo proposito, vogliamo proporre un estratto dal diario di Pasquale Attilio Gagliani, comandante d’artiglieria, nel quale quest’ultimo descrisse con efficacia gli eventi a cui prese parte nonché il ruolo assunto dall’artiglieria nell’economia del conflitto, così come gli effetti terribili che i bombardamenti provocarono nel fisico e nel morale dei soldati.
Gagliani partecipò alla Grande Guerra dall’inizio alla fine, comandando vari reparti d’artiglieria sul fronte del Carso e, in seguito alla rotta di Caporetto, sulla linea del Piave. Oltre a nutrire sentimenti monachici, Gagliani era un convinto assertore della guerra contro il mortale nemico austriaco e, nel corso del conflitto, si guadagnò la Medaglia d’Argento al Valor Militare e la promozione a colonnello. Morì dopo l’armistizio a Udine, nel settembre del 1923, in seguito allo scoppio di un ordigno che stava disinnescando.
Affidiamo alle parole del Colonnello Gagliani il messaggio che, in questa Pasqua del 2015, vogliamo trasmettere a tutti i patrioti: la necessità del sacrificio, il dovere dell’impegno costante, la splendente purezza del donarsi in tutto e per tutto alla Patria, oggi come allora anelante alla liberazione, richiamo racchiuso nel lugubre suono delle campane abbattute dall’artiglieria austriaca, descritto in questo passo del diario di Gagliani. Un invito, quindi, a non disperare ma, piuttosto, a seguirci nel nostro percorso. Difatti, meno di un anno e mezzo dopo questo episodio, le campane di tutta Italia suoneranno, stavolta festose, per celebrare la Vittoria e la liberazione delle terre irredente. Nulla è perduto per sempre. Spesso, l’unico ostacolo che incontriamo, è solamente la mancanza di volontà. Avanti per la nostra strada con fede incrollabile nella Resurrezione della Patria.
Ad maiora!

San Pier d’Isonzo (GO) – 16 aprile 1916, Domenica delle Palme

“Alle ore 8,30 incomincia un bombardamento sulla Chiesa di S.Pietro: fin dai primi colpi, da 152, si capisce che il tiro è diretto al campanile che fin dal principio della campagna è stato un ottimo osservatorio; attualmente era ancora usato come tale dall’artiglieria da fortezza. Nei giorni scorsi il nemico si è limitato ad eseguire per qualche ora al giorno dei colpi a shrapnels, con scoppi molto alti, per disturbare il personale che trovavasi sul campanile. Oggi però il tiro evidentemente aveva propositi più decisi, perché, con opportune correzioni, i colpi sono stati gradatamente condotti sul campanile, tanto che tre di essi hanno scalfita la base. Data la solidità della costruzione, nessuno però prevedeva la possibilità che si riuscisse a farlo crollare.

Dopo una breve sosta del fuoco, il tiro è stato ripreso verso le 10,30 con proietti di grosso calibro (da 240 o da 280); alcuni di questi però cadevano nei campi antistanti al campanile, altri sulle case vicine, fortunatamente vuote.
Verso le 11, sono incominciati a cadere colpi di grosso calibro, ad alto esplosivo. Noi osservavamo i risultati dall’argine che è presso la strada S. Pietro-Fogliano.
Alle 11,30 si sono succeduti, uno dopo l’altro, tre colpi da 305 che sono scoppiati sulle immediate vicinanze del campanile. Dal nostro posto abbiamo osservato che le campane si muovevano; ad un tratto abbiamo visto piegarsi da un lato tutta la parte superiore alla cella campanaria, il resto del corpo del campanile spezzarsi a metà e precipitare verso i campi. Durante la caduta si è inteso distintamente il suono delle campane, estremo saluto dei sacri bronzi, creati per le preghiere di pace e morti gloriosamente in guerra.

Ho provato come una stratta al cuore, come se avessi visto cadere un amico: dall’alto di quel campanile in alcuni giorni sereni ho ammirato lo splendido panorama del golfo di Trieste, con la bianca città in fondo, meta dei nostri sogni!”.

Dal diario di Pasquale Attilio Gagliani

In foto: Artiglieri italiani al fronte “celebrano”, a modo loro, la Pasqua del 1916 (23 Aprile), inviando dei singolari auguri agli austriaci.

Il progetto “Biblioteca Irredentista”

Simbolo biblio 1Il Movimento Irredentista Italiano inaugura il progetto Biblioteca Irredentista, al fine di raccogliere, tutelare e diffondere una serie di testi fondamentali della storia patria e pertanto indispensabili per la formazione culturale e storica individuale. Alle attività di recupero e salvaguardia della letteratura patriottica ed irredentista, che il Movimento persegue dalla sua costituzione, si aggiunge quindi la volontà di divulgazione a titolo completamente gratuito dell’intera raccolta.

La “Biblioteca Irredentista” è disponibile a questo indirizzo http://bibliotecairredentista.wordpress.com/

 

Il progetto è affiancato ed implementato dall’Archivio storico digitale “Patria Italia”, che racchiude il risultato del lavoro di ricerca realizzato dalla nostra organizzazione in tutti questi anni. L’Archivio Irredentista nasce quindi con l’obiettivo di tutelare e diffondere gratuitamente documenti fotografici e cartacei digitalizzati inerenti la storia patria, con particolare riguardo alle vicende delle terre irredente.

L’Archivio storico digitale “Patria Italia” è disponibile a questo indirizzo: http://archivioirredentista.wordpress.com/

 

Entrambi i rami del progetto sono curati dalla Sezione Ricerca Storica del Movimento Irredentista Italiano.

Per segnalazioni ed invio di contributiti è possibile contattarci scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: movimentoirredentistaitaliano@gmail.com

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano