Archivi tag: irredentismo

FILIPPO CORRIDONI: APOSTOLO DEL LAVORO, EROE DELLA PATRIA

filippo_corridoniIl 23 ottobre di 103 anni fa Filippo Corridoni, giovane sindacalista rivoluzionario, grande pensatore, famoso agitatore politico ed interventista, cadeva eroicamente, all’età di soli 28 anni, nell’assalto alla «Trincea delle Frasche», nei pressi di San Martino del Carso (GO). Il giovane soldato marchigiano, quel giorno, marciava verso le postazioni austriache guidando un drappello di commilitoni, cantando insieme a loro l’inno di Oberdan. La sua storia divenne subito leggenda.

Il suo sacrificio, come spesso accade ai portatori di idee rivoluzionarie, nel tempo è stato enfatizzato e mitizzato, a scapito dell’analisi del percorso formativo e del pensiero e delle teorie sviluppate da Corridoni nel corso della sua breve ma intensa attività militante. La dottrina corridoniana, contrariamente alla scarsa attenzione ricevuta, si dimostrò profonda ed unica nel proprio genere, capace di attualizzare e teorizzare sinergicamente ideali e dogmi dottrinari all’epoca apparentemente contrastanti. Celebrare il centenario della morte concentrandosi unicamente sulla scelta interventista e sull’eroismo dimostrato in battaglia, non renderebbe giustizia al personaggio, il cui sacrificio, al contrario, deve essere visto come punto di arrivo del Continua a leggere

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LA VOCE IRREDENTISTA N.42

Pubblichiamo il 42° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– Cosa Resta del 4 Novembre
– Malta e l’Irredentismo: La “Questione religiosa” (parte VI)
– Filippo Corridoni: Apostolo del Lavoro, Eroe della Patria
– Sberleffo all’Idra: Viribus Unitis
– Un calabrese a Fiume

All’interno, oltre all’editoriale del Segretario Nazionale, anche l’abituale aggiornamento sul lavoro del Movimento.

Clicca qui sotto per leggere la Voce.

La Voce Irredentista n. 42

Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

L’IRREDENTISMO A MALTA (PARTE V) 1927-1928: LORD STRICKLAND E LA LOTTA ALL’ITALIANITÀ

Lord Gerald Strickland in un fotogramma d’epoca

(Clicca qui per iniziare dalla Parte I)

La rinascita del PN nel 1926 fu un fattore che non si rivelò alla prova dei fatti sufficiente per i nazionalisti maltesi: la vittoria delle elezioni parlamentari a Malta, tenutesi tra il 7 e il 9 agosto 1927, arrise al Constitutional Party di Lord Gerald Strickland. Aspetto davvero caratteristico di queste elezioni fu sicuramente la impossibilità di definire la vittoria dei costituzionalisti come anche solo “di misura”, dal momento che le percentuali dei voti favorevoli per il CP e per il PN unito furono esattamente pari: 41,5%. La vittoria venne assegnata al CP dal momento che ottenne 15 seggi, contro i 14 dei nazionalisti: questi ultimi tuttavia avrebbero dovuto in ogni caso accontentarsi di un ruolo all’opposizione, poiché il Labour Party riuscì, coi suoi 5000 voti, ad ottenere tre seggi di cui beneficiò Strickland, stante l’instaurazione della coalizione tra i due partiti anglofili, basata su di una politica comune improntata alle promesse di riforme economiche e sociali per i ceti più umili, alla definitiva rinuncia alla lingua italiana considerata come una zavorra che impediva a Malta e ai maltesi di elevarsi materialmente e spiritualmente (cosa che poteva secondo Strickland essere fatta solo mediante la piena accettazione e assimilazione della lingua e della cultura anglosassone), alla lotta senza quartiere contro coloro i quali – tuonavano gli stricklandiani in campagna elettorale – celavano dietro il loro sbandierato amore per l’Italia e la cultura italiana una segreta qualità personale di spie e sabotatori prezzolati dall’Italia Fascista. Si aggiungeva a ciò il persistere da parte dello Strickland nel considerare i Maltesi ultimi discendenti dei Fenici, Malta l’estremo lembo del Nord Africa (invece che l’estremo Sud dell’Europa), la lingua maltese l’ultimo residuo della lingua di Annibale Barca: teoria contraria non solo alle ragioni etniche, storiche, linguistiche, culturali che ho già esposto, ma anche a quelle più banalmente geografiche, dato che l’appartenenza alla regione geografica italiana delle isole Calipsee (altro modo per definire l’Arcipelago Maltese) è più che Continua a leggere

GIORNO DEL RICORDO 2018

Nel Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, essendo stati sempre contrari, sin dall’inizio del nostro lavoro, alle parole retoriche, al ricordo ad orologeria (caratteristica di molti) e a strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, inviamo il nostro silenzioso pensiero agli italiani torturati, fucilati, annegati, che trovarono la morte nelle foibe e nei campi di concentramento jugoslavi.

Una tragedia nazionale che, per sessanta anni, non ha trovato posto nel libro della millenaria storia d’Italia, un posto che molti vorrebbero negarle ancora oggi. Ad essere uccisi infatti non furono solo giuliani e dalmati ma anche soldati accorsi da tutta Italia a difendere il confine orientale d’Italia. Vogliamo oggi rendere onore a tutti coloro che si immolarono per la difesa della Venezia Giulia e della Dalmazia italiane, diventando col proprio martirio testimoni dell’italianità di queste terre.

Alla stessa maniera il nostro pensiero va alle centinaia di migliaia di giuliano-dalmati che scelsero la via dell’esodo per restare italiani, sopportando anni di campo profughi unitamente all’emarginazione, alle umiliazioni ed alle offese subite da parte dei propri connazionali.

Lasciamo ad altri lo sterile esercizio di ripetere, come ogni 10 Febbraio, il solito copione di vuote parole di circostanza.

Noi, in silenzio, ricordiamo.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

L’IRREDENTISMO A MALTA (PARTE IV) 1919-1926: IL RITORNO DEL P.N.

(Clicca qui per iniziare dalla Parte I)

In seguito agli avvenimenti del Sette Giugno i britannici si dichiararono finalmente disposti a concedere l’autogoverno all’Arcipelago maltese riguardo “i loro affari strettamente locali” (Pall Mall Gazette del 13 giugno 1919), cosicché Malta a decorrere dal 1921 sarebbe stata dotata di una nuova Costituzione. Con essa, l’Arcipelago avrebbe avuto un Gabinetto che sarebbe stato presieduto da un Primo Ministro; una Assemblea Legislativa che avrebbe nominato un portavoce degli interessi della popolazione locale concernenti nuove leggi e disposizioni di cui venisse proposta l’introduzione; un Senato (ente corporativo che rappresentasse le classi sociali dell’isola); un Governo Maltese competente per gli affari puramente locali e un Governo Imperiale Maltese che aveva competenza residuale, per le materie connesse alle attività della Corona e le materie che non potessero configurarsi come di esclusivo carattere locale (in pratica, le questioni relative al diritto pubblico, alle relazioni dell’isola con l’estero e con la Potenza colonizzatrice, ovverosia le più rilevanti per quanto riguarda un eventuale maggior grado di autonomia maltese, sarebbero state comunque sotto il controllo e la gestione della Corona Britannica).

Concessa la Costituzione, si procedette ad Continua a leggere