Archivi tag: Grande Guerra

LA VOCE IRREDENTISTA N.40

Pubblichiamo il 40° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– Gli sciancati della storia
– Malta e l’Irredentismo (Parte III) 1917-1919
– Da Caporetto a Vittorio Veneto (Parte I)
– La Redenzione di Pisino
– 10 Novembre 1975: 42 anni fa la vergogna del       Trattato di Osimo
– Filippo Corridoni: Apostolo del lavoro, Eroe della Patria
– I Fatti di Innsbruck del 1904
– Trieste e la caduta dell’Austria
– Esodo istriano e memoria storica: Riflessioni nel LXXI anniversario della strage di Vergarolla

All’interno, oltre all’editoriale, anche l’abituale rubrica “Il lavoro del Movimento” e “Stoccata finale”.

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La Voce Irredentista n. 40

Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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FILIPPO CORRIDONI: APOSTOLO DEL LAVORO, EROE DELLA PATRIA

filippo_corridoniIl 23 ottobre di 102 anni fa Filippo Corridoni, giovane sindacalista rivoluzionario, grande pensatore, famoso agitatore politico ed interventista, cadeva eroicamente, all’età di soli 28 anni, nell’assalto alla «Trincea delle Frasche», nei pressi di San Martino del Carso (GO). Il giovane soldato marchigiano, quel giorno, marciava verso le postazioni austriache guidando un drappello di commilitoni, cantando insieme a loro l’inno di Oberdan. La sua storia divenne subito leggenda.

Il suo sacrificio, come spesso accade ai portatori di idee rivoluzionarie, nel tempo è stato enfatizzato e mitizzato, a scapito dell’analisi del percorso formativo e del pensiero e delle teorie sviluppate da Corridoni nel corso della sua breve ma intensa attività militante. La dottrina corridoniana, contrariamente alla scarsa attenzione ricevuta, si dimostrò profonda ed unica nel proprio genere, capace di attualizzare e teorizzare sinergicamente ideali e dogmi dottrinari all’epoca apparentemente contrastanti. Celebrare il centenario della morte concentrandosi unicamente sulla scelta interventista e sull’eroismo dimostrato in battaglia, non renderebbe giustizia al personaggio, il cui sacrificio, al contrario, deve essere visto come punto di arrivo del Continua a leggere

IL MOVIMENTO IRREDENTISTA RENDE OMAGGIO AL COMANDANTE LUDOVICO CENSI

dscf1074Lo scorso 2 Novembre, in occasione della festività dei defunti, una delegazione del Movimento Irredentista Italiano si è recata presso il cimitero comunale di San Severino Marche (MC), cittadina tra l’altro pesantemente colpita dal recente sisma, per deporre un omaggio floreale tricolore ed effettuare una manutenzione alla tomba del leggendario Comandante Ludovico Censi.

Nato a Fermo il 21 maggio 1895, Ludovico Censi combatté nella Grande Continua a leggere

La Voce Irredentista n.37

Simbolo MIRI definitivoPubblichiamo il 37° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– No alla pulizia etnico-culturale della comunità italiana in Alto Adige
– Italiani contro austriaci. I fatti di Innsbruck del 1904
– Da Via Togliatti a Via Tandura
– “Apostolo del Lavoro. Eroe della Patria”. In ricordo di Filippo Corridoni
– L’Impresa di Pola

All’interno, oltre all’editoriale, anche le abituali rubriche “Il lavoro del Movimento” e “Stoccata finale”.

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La Voce Irredentista n. 37

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Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

 

 

CENTENARIO DEL MARTIRIO DI NAZARIO SAURO

È una calda notte di mezza estate quella tra il 30 ed il 31 Luglio 1916. A bordo del Sommergibile “Giacinto Pullino”, destinato a compiere un’incursione nella munita base austro-ungarica di Fiume, c’è un irredentista istriano nativo di Capodistria, profondo conoscitore delle coste dell’Adriatico orientale: Nazario Sauro.

Nazario Sauro a 17 anniNazario Sauro nacque il 20 settembre del 1880 a Capodistria. Ragazzino vivace ed allegro, non andò oltre al terzo anno del Ginnasio della sua città e quindi seguì il richiamo di quel mare in riva al quale era nato e che aveva già dato da vivere a suo padre, frequentando con successo l’Istituto Nautico di Trieste. Terminati gli studi, abbandonò la natia Capodistria per imbarcarsi come tantissimi altri istriani della sua età, iniziando a percorrere in lungo e in largo l’Adriatico, che imparò così a conoscere e ad amare, prima quale mozzo e poi come capitano di piccolo cabotaggio.

Sauro abbracciò precocemente gli ideali mazziniani, sviluppando ulteriormente il grande patriottismo che lo aveva sempre animato, insieme alla profonda avversione per l’impero austro-ungarico, da lui ritenuto prevaricatore dell’identità e della cultura italiana del suo popolo.

Pochi anni prima della Grande Guerra, Sauro rientrò stabilmente a Capodistria, essendo diventato capitano dei vapori della Società istriana di navigazione, che facevano la spola tra Trieste e l’Istria. Sposato e padre di 5 figli, si era ormai definitivamente affermato in lui quel turbolento e passionale amor di patria che lo portò ad esporsi alle autorità anche nell’ambito del suo nuovo lavoro. Uno degli episodi più accesi lo vide protagonista mentre Continua a leggere