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IL MOVIMENTO IRREDENTISTA A TENDA PER COMMEMORARE I CADUTI ITALIANI

Nel primo pomeriggio di giovedì 18 ottobre 2018 una delegazione del Movimento Irredentista Italiano ha deposto una corona d’alloro sul monumento ai caduti di Tenda.

La corona è accompagnata da un nastro tricolore su cui vi è scritto: “In memoria del vostro sacrificio, gli italiani vi onorano qui, nella vostra e nostra terra.
Tenda, già provincia di Cuneo.”

ALCUNE CONSIDERAZIONI:
Il monumento, eretto negli anni 20′ per ricordare i caduti nella Grande Guerra presenta una lapide sul fronte coi nomi dei soldati tendaschi morti nel ’15-’18.
Sul fianco destro esiste un’altra piccola targa dell’epoca posta dai tendaschi residenti in Francia.
Su queste lapidi nulla da dire, sono state conservate in maniera perfetta.
Invece sul fianco sinistro vi è una lapide risalente a un periodo successivo all’annessione alla Francia, dedicata ai caduti tendaschi della Seconda Guerra Mondiale, dove i nomi dei caduti sono stati tutti francesizzati (ad es. Maurizio-Maurice, Francesco-Francois) e mantenuti in forma originale (cioè in italiano) solo i cognomi dei caduti.
Inoltre, dall’iscrizione in francese che precede l’elenco, tutto lascerebbe intendere ad un ignaro lettore che quei militari abbiano combattuto e siano morti per la Francia.

Si tratta di un “vizio” che si ripete anche nelle vie cittadine dedicate ai caduti in guerra, dove arriva a comparire anche “mourt pour la France”.

Non vogliamo polemizzare sulla faccenda perché è già indifendibile così come si presenta, intendiamo però porre l’accento sulla necessità di ripristinare la realtà dei fatti semplicemente col ritorno allo stato d’origine di quei nomi e del senso di quel sacrificio, che fu fatto per l’Italia, non per la Francia.

Briga e Tenda sono ancora etnicamente italiane, l’abbiamo ben appreso visitando quelle località e parlando con gli abitanti. I punti di riferimento maggiori per queste persone sono Cuneo e Ventimiglia, tuttavia le comunicazioni non sono delle migliori e ancora si sente un certo isolamento.

Brigaschi e tendaschi dovettero aspettare 30 anni dopo l’annessione alla Francia per veder ripristinata la ferrovia Cuneo-Ventimiglia (distrutta dai bombardamenti alleati durante la guerra), un atto che di certo agevolò il distacco con l’Italia a tutto vantaggio dei francesi.

Dal punto di vista delle rotabili, l’antico traforo del Col di Tenda è troppo piccolo per permettere un attraversamento contemporaneo nei due sensi di marcia e bisogna quindi attendere oltre 20 minuti prima che arrivi il proprio turno.
Stessa cosa accade alla galleria per Ventimiglia.

A onor del vero fu cominciato anni fa il raddoppio del traforo del Tenda, ma i lavori si fermarono a seguito dell’intervento della magistratura per irregolarità.

Questi problemi non impediscono a brigaschi e tendaschi di mantenere i collegamenti con l’Italia ma di certo non li agevolano.

Come sempre fatto, continueremo a porre particolare attenzione agli sviluppi che interesseranno il territorio brigasco e tendasco, dove continueremo ad essere presenti oggi e domani.

Il Consiglio direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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QUANDO NIZZA INSORSE PER TORNARE ITALIANA

In seguito alla cessione alla Francia della contea di Nizza, avvenuta nel 1861 dopo la ratifica dell’infausto Trattato di Torino firmato l’anno precedente, parte della popolazione scelse di emigrare nel Regno d’Italia dando vita alla prima fase del rinomato “esodo nizzardo”: su un totale di 44.000 abitanti, emigrarono in Italia oltre 11.000 nizzardi.

I nizzardi rimasti dovettero affrontare i severi colpi della politica snazionalizzatrice francese, la quale provocò Continua a leggere

La Voce Irredentista n.18

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