GIORNO DEL RICORDO 2018

Nel Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, essendo stati sempre contrari, sin dall’inizio del nostro lavoro, alle parole retoriche, al ricordo ad orologeria (caratteristica di molti) e a strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, inviamo il nostro silenzioso pensiero agli italiani torturati, fucilati, annegati, che trovarono la morte nelle foibe e nei campi di concentramento jugoslavi.

Una tragedia nazionale che, per sessanta anni, non ha trovato posto nel libro della millenaria storia d’Italia, un posto che molti vorrebbero negarle ancora oggi. Ad essere uccisi infatti non furono solo giuliani e dalmati ma anche soldati accorsi da tutta Italia a difendere il confine orientale d’Italia. Vogliamo oggi rendere onore a tutti coloro che si immolarono per la difesa della Venezia Giulia e della Dalmazia italiane, diventando col proprio martirio testimoni dell’italianità di queste terre.

Alla stessa maniera il nostro pensiero va alle centinaia di migliaia di giuliano-dalmati che scelsero la via dell’esodo per restare italiani, sopportando anni di campo profughi unitamente all’emarginazione, alle umiliazioni ed alle offese subite da parte dei propri connazionali.

Lasciamo ad altri lo sterile esercizio di ripetere, come ogni 10 Febbraio, il solito copione di vuote parole di circostanza.

Noi, in silenzio, ricordiamo.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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L’IRREDENTISMO A MALTA (PARTE IV) 1919-1926: IL RITORNO DEL P.N.

(Clicca qui per iniziare dalla Parte I)

In seguito agli avvenimenti del Sette Giugno i britannici si dichiararono finalmente disposti a concedere l’autogoverno all’Arcipelago maltese riguardo “i loro affari strettamente locali” (Pall Mall Gazette del 13 giugno 1919), cosicché Malta a decorrere dal 1921 sarebbe stata dotata di una nuova Costituzione. Con essa, l’Arcipelago avrebbe avuto un Gabinetto che sarebbe stato presieduto da un Primo Ministro; una Assemblea Legislativa che avrebbe nominato un portavoce degli interessi della popolazione locale concernenti nuove leggi e disposizioni di cui venisse proposta l’introduzione; un Senato (ente corporativo che rappresentasse le classi sociali dell’isola); un Governo Maltese competente per gli affari puramente locali e un Governo Imperiale Maltese che aveva competenza residuale, per le materie connesse alle attività della Corona e le materie che non potessero configurarsi come di esclusivo carattere locale (in pratica, le questioni relative al diritto pubblico, alle relazioni dell’isola con l’estero e con la Potenza colonizzatrice, ovverosia le più rilevanti per quanto riguarda un eventuale maggior grado di autonomia maltese, sarebbero state comunque sotto il controllo e la gestione della Corona Britannica).

Concessa la Costituzione, si procedette ad Continua a leggere

QUANDO NIZZA INSORSE PER TORNARE ITALIANA

In seguito alla cessione alla Francia della contea di Nizza, avvenuta nel 1861 dopo la ratifica dell’infausto Trattato di Torino firmato l’anno precedente, parte della popolazione scelse di emigrare nel Regno d’Italia dando vita alla prima fase del rinomato “esodo nizzardo”: su un totale di 44.000 abitanti, emigrarono in Italia oltre 11.000 nizzardi.

I nizzardi rimasti dovettero affrontare i severi colpi della politica snazionalizzatrice francese, la quale provocò Continua a leggere

LA VOCE IRREDENTISTA N.41

Pubblichiamo il 41° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– L’Austria perde il pelo ma non il vizio: la questione del doppio passaporto
– Malta e l’Irredentismo: il ritorno del P.N. (parte IV)
-Malta e l’irredentismo: Lord Strickland e la lotta all’italianità (parte V)
– Da Caporetto a Vittorio Veneto (Parte II)

All’interno, oltre all’editoriale del Segretario Nazionale, anche l’abituale aggiornamento sul lavoro del Movimento.

Clicca qui sotto per leggere la Voce.

La Voce Irredentista n. 41

Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

L’AUSTRIA PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO: LA QUESTIONE DEL DOPPIO PASSAPORTO

passaportoGli ultimi scampoli del 2017 hanno visto, nelle delicate faccende altoatesine, un’entrata a gamba tesa da parte del nuovo governo austriaco di centrodestra, guidato dal popolare Sebastian Kurz. Infatti Vienna ha manifestato l’intenzione di concedere la cittadinanza austriaca agli altoatesini di lingua tedesca e ladina. Tale iniziativa era stata sollecitata con una lettera, inviata al nuovo Governo danubiano, da 19 consiglieri provinciali altoatesini, in maggioranza della Südtiroler Volkspartei, contenente la richiesta di concessione ai cittadini altoatesini di lingua tedesca e ladina anche del passaporto austriaco.

L’annuncio ha provocato l’esultanza dei secessionisti altoatesini dell’estrema destra locale, come pure dell’”Obmann” della Svp, Philipp Achammer, che ha affermato come Continua a leggere