Archivi categoria: Il Lavoro del Movimento

BARLETTA – DANNEGGIATA LA LAPIDE IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE

165506632-9f36fe0e-8a21-435a-90a4-34a1e296d15a

La scorsa notte, tra il 9 ed il 10 Febbraio, a Barletta, è stata deturpata la lapide commemorativa dedicata ai Martiri delle foibe situata in Via Manfredi.

La lapide è stata lesionata a colpi di piccone.

Un gesto che si inquadra nella campagna di odio che, da anni, i soliti ignoti scatenano verso i simboli del ricordo di una pagina tragica della storia italiana e che, apprendiamo, giunge dopo la segnalazione di un professore del locale liceo scientifico capace di tenere una lezione scrivendo, o lasciando scritto, “W Tito” sulla lavagna, in totale spregio della storia e del carattere educativo della scuola, tramutata in luogo di indottrinamento.

Lascia amareggiati constatare che questi sempre più frequenti vilipendi sembrano quasi non fare più notizia, così come disgusta la totale assenza di interventi da parte delle istituzioni in riferimento allo strisciante negazionismo che, in un continuo crescendo negli ultimi anni, viene sempre più tollerato in ogni luogo.

Agli sciancati della storia autori di questo gesto offensivo non solo verso le vittime ed i loro congiunti ma, anche, verso l’Italia intera e la sua storia, ricordiamo anche questa volta un dato di fatto:

Le lapidi si possono distruggere, la storia no.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

10 FEBBRAIO 2017 – GIORNO DEL RICORDO

fb_img_1486714010222Nel Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, essendo stati sempre contrari, sin dall’inizio del nostro lavoro, alle parole retoriche, al ricordo ad orologeria (caratteristica di molti) ed a strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, inviamo il nostro silenzioso pensiero agli italiani che vennero torturati, fucilati, annegati, che trovarono la morte nelle foibe e nei campi di concentramento jugoslavi.

Una tragedia tutta italiana, che per sessanta anni non ha trovato posto nel libro della millenaria storia d’Italia, un posto che molti vorrebbero negarle ancora oggi. Ad essere uccisi infatti non furono solo giuliani e dalmati ma anche soldati accorsi da tutta Italia a difendere il confine orientale d’Italia. Vogliamo oggi rendere onore a tutti coloro che si immolarono per la difesa della Venezia Giulia e della Dalmazia italiane, diventando col proprio martirio testimoni dell’italianità di queste terre.

Alla stessa maniera il nostro pensiero va alle centinaia di migliaia di giuliano-dalmati che scelsero la via dell’esodo per restare italiani, sopportando anni di campo profughi unitamente all’emarginazione subita da parte dei propri connazionali.

Lasciamo ad altri lo sterile esercizio di ripetere, come ogni 10 Febbraio, il solito copione di vuote parole di circostanza.

Noi, in silenzio, ricordiamo.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

IL MOVIMENTO IRREDENTISTA RENDE OMAGGIO AL COMANDANTE LUDOVICO CENSI

dscf1074Lo scorso 2 Novembre, in occasione della festività dei defunti, una delegazione del Movimento Irredentista Italiano si è recata presso il cimitero comunale di San Severino Marche (MC), cittadina tra l’altro pesantemente colpita dal recente sisma, per deporre un omaggio floreale tricolore ed effettuare una manutenzione alla tomba del leggendario Comandante Ludovico Censi.

Nato a Fermo il 21 maggio 1895, Ludovico Censi combatté nella Grande Continua a leggere

La Voce Irredentista n.37

Simbolo MIRI definitivoPubblichiamo il 37° numero de “La Voce Irredentista”, bollettino informativo del Movimento Irredentista Italiano.

Gli articoli all’interno:
– No alla pulizia etnico-culturale della comunità italiana in Alto Adige
– Italiani contro austriaci. I fatti di Innsbruck del 1904
– Da Via Togliatti a Via Tandura
– “Apostolo del Lavoro. Eroe della Patria”. In ricordo di Filippo Corridoni
– L’Impresa di Pola

All’interno, oltre all’editoriale, anche le abituali rubriche “Il lavoro del Movimento” e “Stoccata finale”.

Clicca qui sotto per leggere la Voce.

La Voce Irredentista n. 37

Consigli per una visualizzazione ottimale: dopo aver cliccato sul link riportato qui sopra, aprire il menu “Finestra”, poi scegliere “Modalità a schermo interno”.

Buona lettura.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

 

 

NO ALLA PULIZIA ETNICO-CULTURALE DELLA COMUNITÀ ITALIANA DELL’ALTO ADIGE

Non passa giorno che la comunità italiana dell’Alto Adige non si veda mortificata. L’attacco alla toponomastica italiana tramite il voto di scambio tra governo ed SVP (Sì al referendum del 4 Dicembre in cambio della cancellazione di migliaia di toponimi italiani), il “depotenziamento” dei monumenti, l’eliminazione di qualsiasi simbolo che in qualche modo richiami all’italianità e, per ultimo, l’ipotesi di acquisto del quotidiano “Alto Adige” da parte dell’Athesia (leggasi Svp), mirano alla cancellazione di ogni traccia della presenza culturale italiana nella provincia di Bolzano.

db1391df4dd5dae85652d2c1a93530ca

Il Monumento alla Vittoria di Bolzano deturpato dall'”anello luminoso”.

Dopo l’”inanellamento” di una colonna dell’Arco piacentiniano, è arrivato l’annuncio che a breve sarà “depotenziato” anche il bassorilievo di piazza del Tribunale, raffigurante Mussolini a cavallo, su cui sarà fatta campeggiare la scritta “nessuno ha il diritto di obbedire”. A tal proposito non si può non chiosare che asserire che nessuno abbia il diritto di obbedire sia come affermare che tutti hanno il dovere di non obbedire, e ciò sembra abbastanza antidemocratico. Inoltre, tale frase, per una sorta di eterogenesi dei fini, non contrasta assolutamente con l’altra che si vorrebbe criticare. Infatti, se analizziamo la frase “inquisita”, “credere, obbedire, combattere”, si evince facilmente che il presupposto per l’”obbedire” e il “combattere” è il “credere”, senza il quale non è richiesto né obbedire, né combattere. Sarebbe come dire che un sacerdote cattolico non debba obbedire ai comandamenti e alle gerarchie ecclesiastiche anche se ha fede, cioè crede, nella propria religione e nella Chiesa di Roma.

14702490_348615448822895_9071271625595875171_n

L’ultima novità è la proposta della Svp di sostituire i «simboli fascisti» che troneggiavano sopra i pennoni di piazza della Vittoria, prospiciente l’omonimo Monumento, cioè la lupa capitolina ed il leone di San Marco, con delle colombe.

Non si capisce invece perché gli italiani dovrebbero continuare ad allietarsi della presenza di relitti asburgici, come il monumento a Walther von der Vogelweide o quello a Teodorico, situato nella piazza prospiciente “Palazzo Widmann”, che rappresentano una provocazione ancor maggiore di quella presunta dei cosiddetti “relitti fascisti”. Difatti, se i monumenti “italiani” sono una testimonianza storica in quanto contestuali all’epoca in cui vennero costruiti, quelli “tedeschi” rappresentano una vera provocazione, giacché edificati in un’epoca decisamente posteriore ai fatti storici descritti e sorti al fine di promuovere un’azione di propaganda filo asburgica, esclusivamente per dimostrare una superiorità della “stirpe” germanica. Non si capisce nemmeno perché gli italiani dovrebbero inebriarsi della presenza di nomi di strade intitolate a terroristi separatisti e della continua celebrazione di dinamitardi che mettevano bombe nelle case degli italiani, o deliziarsi della vista del “pollo” asburgico quale emblema della Provincia bolzanese, mentre di converso i tirolesi non possono convivere nemmeno con i tricolori sui rifugi alpini o con i toponimi italiani.

Come ha detto qualcuno, a furia di tirarla la corda si spezza e, di conseguenza, da parte italiana sarebbe il caso di denunciare finalmente il nefasto ”Accordo Degasperi-Gruber”, a maggior ragione considerando il fatto che quest’ultimo, nel tempo, è stato sempre eluso e ripetutamente interpretato a senso unico a danno della comunità italofona.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano