IL MOVIMENTO A BELLANTE (TE) PER IL CONVEGNO “ARRIVARONO I LIBERATORI”

img_20160917_1756103Lo scorso 17 settembre, il Movimento Irredentista Italiano è intervenuto al convegno “Arrivarono i liberatori – I crimini di guerra alleati nel meridione”. L’incontro, svoltosi a Bellante (TE), presso la sala consiliare del Municipio, ed organizzato insieme agli amici dell’Associazione Culturale Nuove Sintesi ed Unione Socialismo Nazionale, è pienamente riuscito. L’intervento realizzato dal Movimento si è concentrato nell’offrire ai numerosi presenti una disamina storico-politica dei crimini angloamericani compiuti nel Meridione d’Italia durante la seconda guerra mondiale. Cinque i punti di vista esaminati nell’affrontare il tema.

Primo aspetto chiamato in causa, il ritorno della mafia in Sicilia. Cosa Nostra, sconfitta dal Fascismo e dall’energica azione del prefetto di ferro Cesare Mori, tornò trionfante in Sicilia al seguito dell’invasione anglo-americana. L’accordo stipulato dall’Office of Strategic Services degli Stati Uniti con il boss Lucky Luciano, spianò la strada all’invasione alleata nel meridione, fornendo mafiosi affidabili in quanto a logistica, supporto e spionaggio, oltre che come funzionari ed interpreti durante il governo militare alleato.

Un secondo aspetto affrontato ha riguardato le stragi di civili e di prigionieri di guerra compiute dagli invasori alleati. Biscari, Comiso, Passo di Piazza, Vittoria sono solo alcune delle località in cui gli anglo-americani massacrarono senza alcun motivo, ed in spregio alla Convenzione di Ginevra, decine di civili italiani innocenti e soldati italiani e tedeschi arresisi e catturati.

Terza questione citata: i campi di prigionia alleati. La letteratura postbellica ha dedicato numerosi testi e saggi ai campi di prigionia italiani e tedeschi ma poco a quelli alleati. Eppure in molti di questi, da Padula ad Afragola, da Taranto a Siracusa, fino ad arrivare al nord Africa ed al Fascists’ Criminal Camp di Hereford, nel Texas, i prigionieri subirono percosse, torture, malnutrizione e fucilazioni sommarie. Menzione particolare per il campo di Hereford, dove molti soldati si rifiutarono di combattere al fianco degli anglo-americani, pur potendo ottenere l’immediata scarcerazione, preferendo restare fedeli al proprio onore di soldati.

Quarto piano di lettura quello dei bombardamenti terroristici alleati. Il Meridione venne bombardato dagli anglo-americani in lungo e in largo tra il settembre e l’ottobre del 1943, per tagliare le vie di ritirata ai tedeschi, i quali non si curarono troppo di colpire la popolazione civile o di mitragliare colonne di civili in fuga dal fronte. Intere città come Foggia, Benevento, Avellino, Napoli e Salerno vennero quasi rase al suolo per intero, provocando decine di migliaia di vittime. A questo si aggiunse il criminale bombardamento dell’abbazia di Montecassino, al pari dei bombardamenti terroristici scatenati sulle città del nord, al solo scopo di colpire la popolazione civile, minarne il morale e lo spirito di resistenza, spargendo morte, terrore e distruzione.

Ultimo aspetto affrontato, quello che forse più direttamente ha toccato l’animo dei presenti, è stato quello degli stupri commessi dagli invasori, in particolare dai goumier del Corpo di Spedizione Francese in Italia (CEF). Decine di migliaia di donne vennero stuprate sistematicamente dalle truppe coloniali francesi, i quali agirono con l’acquiescenza dei quadri francesi, seminando il terrore in tutto il Meridione fino ad arrivare alle porte di Firenze nell’agosto del 1944, quando il CEF venne inviato in Provenza. Non vennero risparmiati nemmeno uomini, vecchi e bambini, i quali andarono incontro a stupri, pestaggi, torture, razzie e, in molti casi, uccisioni indiscriminate. Molte donne rimasero incinte e contrassero malattie veneree, la gran parte venne emarginata, marchiata, isolata, trovando difficoltà nel contrarre matrimonio o guadagnarsi un posto di lavoro. Molte non ressero l’onta delle violenze subite e si suicidarono. Al danno si aggiunse la beffa del ridicolo risarcimento concesso a riparazione delle offese subite. Una ferita non ancora rimarginata nelle terre del meridione d’Italia.

img_20160917_1815412La riflessione conclusiva, a seguito del gradito intervento del prof. Serpentini che ha invitato a fare tesoro di quanto detto per proseguire nel percorso di revisione corretta della storia patria, ha voluto sottolineare l’indignazione dei presenti per un presidente della repubblica che, nel marzo 2014, in occasione del 70° anniversario della distruzione dell’Abbazia di Montecassino, ebbe il coraggio di definire quelle bombe assassine come liberatrici, al pari di un presidente del consiglio che nel maggio 2015, al cimitero dei soldati anglo-americani a Falciani (Firenze), ha avuto il coraggio di ringraziare le truppe alleate per averci “liberato”, definendole i migliori amici del popolo italiano. Offese, queste, non solo alla verità storica, ma anche alla memoria delle centinaia di migliaia di italiani che patirono enormi sofferenze e trovarono la morte per mano degli invasori a stelle e strisce che, ancora oggi, operano indisturbati sul suolo italiano con decine di basi, migliaia di soldati e armamenti nucleari.

Un ringraziamento agli amici dell’Associazione Nuove Sintesi per l’ospitalità e la consueta accoglienza, calorosa nell’occasione come negli incontri passati organizzati insieme al Movimento Irredentista Italiano.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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