SABATO 17 LA CONFERENZA “ARRIVARONO I LIBERATORI – I CRIMINI DI GUERRA ALLEATI NEL MERIDIONE”

ImmagineSabato 17 settembre, alle ore 17, presso la sala consiliare del Municipio di Bellante (TE), il Movimento Irredentista Italiano sarà presente all’incontro organizzato dagli amici dell’Associazione Culturale Nuove Sintesi dal titolo “Arrivarono i liberatori – I crimini di guerra alleati nel meridione”.

Nei due anni di guerra civile italiana, tra il 1943 ed il 1945, furono innumerevoli i crimini e le violenze che l’inerme popolo italiano dovette subire per mano degli eserciti alleati invasori. Stupri di massa, saccheggi, stragi, bombardamenti terroristici furono solo alcuni dei crimini di guerra che l’inerme popolazione italiana subì nel corso dell’avanzata degli anglo-americani lungo la penisola italiana. Le violenze, iniziate subito dopo lo sbarco in Sicilia del luglio ’43, dove gli alleati riportarono al potere la mafia che il prefetto Mori aveva eliminato, raggiunsero l’apice dopo lo sfondamento della linea Gustav del maggio ‘44, quando i soldati africani del corpo di spedizione francese, i famigerati Goumier, misero a ferro e fuoco il frusinate, scatenando un’ondata di terrore fatta di massacri, stupri e saccheggi che, ancora oggi, rappresenta una ferita aperta per quelle terre.

I crimini commessi non si fermarono qui. Nel nord Italia, gli anglo-americani portarono la morte dal cielo. Le città del settentrione sperimentarono, fino a fine guerra, la paura dei bombardamenti terroristici della RAF e dell’USAAF. Interi quartieri popolari, privi di qualsiasi obiettivo militare, vennero rasi al suolo al solo scopo di fiaccare l’animo della popolazione, di diffondere terrore, morte e distruzione, un destino che le città del meridione, emblematico il caso di Foggia, avevano già conosciuto prima della resa dell’Italia dell’8 settembre. Sul finire della guerra, inoltre, il nord-est italiano venne utilizzato dagli statunitensi come poligono di tiro per sperimentare le terribili bombe a farfalla, che diventeranno famose nei successivi conflitti di Corea e del Vietnam. Le famigerate “cluster bombs” non esplodevano una volta toccata terra, trasformandosi in autentiche mine che seminarono il terrore tra la popolazione civile anche anni dopo il termine della guerra, causando incidenti che provocarono vittime e menomazioni soprattutto tra i contadini ed i bambini.

In qualità di nazione sconfitta, l’Italia ha dovuto subire, e subisce ancora, la retorica di una vulgata storica volta unicamente ad indurre un perenne sentimento di colpevolezza, estremizzando colpe, vere o presunte, e nascondendo i crimini subiti. Su questa pagina della storia d’Italia, volutamente occultata sin dalla fine del conflitto al pari di quella delle stragi delle foibe, c’è ancora molto da dire.

L’incontro di questo sabato a Bellante avrà quindi un duplice obiettivo: raccontare le atroci sofferenze patite dai nostri connazionali per mano dei cosiddetti “liberatori” ma, ancora di più, rendere giustizia alla memoria di migliaia di italiani dimenticati.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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