No alla modifica dei confini marittimi con la Francia

France-front-mar_carte-RCO0Un trattato bilaterale firmato lo scorso 21 marzo 2015 (che in Italia non ha nemmeno iniziato l’iter di ratifica parlamentare ed è, pertanto, sconosciuto a tutti), ha modificato la frontiera marittima italo-francese in senso nettamente favorevole alla Francia. Il trattato sostituisce l’accordo del 1892 che definiva chiaramente i limiti delle rispettive acque territoriali.

La mancata conoscenza di questo trattato è alla base dell’incidente di qualche giorno fa, quando il peschereccio italiano Mina è stato sequestrato dalla gendarmeria marittima di Nizza per alcuni giorni (per poi essere rilasciato ma solo dietro il pagamento di un’altissima cauzione).

I nuovi confini marittimi stabiliti dal Trattato sono particolarmente dannosi e svantaggiosi per i pescatori italiani. Infatti, la “fetta” di Mar Ligure che il Trattato assegna alla Francia comprende la rinomata “Fossa del cimitero”, così chiamata poiché da sempre identificata tramite l’allineamento della prua delle imbarcazioni con le croci del cimitero di Ospedaletti, ricchissima di gamberoni rossi (in realtà si tratta di cinque punti di pesca, profondi da 550 a 900 metri, ribattezzati dai pescatori italiani Cimitero, Fuori Sanremo, Ossobuchi, Vapore e il Banco). Ogni inverno, una flottiglia specializzata salpava France-front-mar_carte-RCO3da Sanremo per pescare in quelle acque, attività che garantiva il sostentamento per circa 40 famiglie, senza contare l’indotto. Infatti la Fossa costituisce un’autentica miniera d’oro dove si riproducono e vivono i pregiatissimi gamberoni rossi, prelibatezza venduta all’ingrosso a 40 euro al chilogrammo, a 70/80 euro in pescheria ed addirittura a 100 euro sotto Natale e Capodanno. Appare quindi davvero assurdo il motivo della cessione di questa ricca zona marittima ai francesi. Nonostante la mancata ratifica di questo trattato, la Gendarmeria marittima di Nizza ha operato come se la zona fosse già sotto piena e riconosciuta sovranità francese, sequestrando l’imbarcazione italiana e rilasciandola solo dopo il pagamento di una cauzione di 8.300 euro.

La stampa francese ha parlato dell’episodio come di uno sconfinamento e, addirittura, di zone di pesca storiche (fonte Nice Matin). La Francia, difatti, si è mossa considerando la zona della “Fossa del Cimitero” come mare francese nonostante, ripetiamo, il trattato non sia stato ratificato da Roma e il tratto di mare sia formalmente ancora italiano.

Per di più al danno si aggiunge la beffa in quanto l’articolo 2 del trattato, apparentemente benevolo, è piuttosto chiaro: «Onde evitare che il presente accordo pregiudichi le tradizioni dei pescatori professionali dei due paesi, le parti concordano, quale intesa di vicinato, di lasciare ai pescherecci costieri italiani e francesi esercitare un’attività sui luoghi di pesca tradizionali situati all’interno di una zona definita…». Confrontando le coordinate di longitudine e latitudine precise, la Fossa del Cimitero di fatto è al di fuori di questa “zona definita”.

Ma la questione non termina qui. Infatti l’accordo prevede anche la modifica dei confini marittimi italo-francesi al largo della Toscana. Il nuovo confine, finora demarcato convenzionalmente da una linea retta, disegna confini veri e propri che assegnerebbero alla Francia anche diversi tratti di mare abitualmente frequentati dai pescherecci italiani durante le campagne estive ed autunnali al pesce spada. Pescatori della Toscana e della Sardegna, ma anche di Lazio, Sicilia e Calabria risalgono da sempre il Tirreno per sfruttare queste zone ricchissime e praticare un tipo di pesca che tradizionalmente appartiene all’Italia. La modifica della frontiera marittima pregiudica, di conseguenza, l’intera loro attività lavorativa. Questo trattato, quindi, oltre ad essere incomprensibile dal punto di vista politico, comporterebbe anche la perdita di moltissimi posti di lavoro.

Le speranze italiane di revisione del trattato, peraltro auspicata in senso trasversale da istituzioni e partiti politici, si aggrappano quindi unicamente alla mancata ratifica.

Il Movimento Irredentista Italiano si oppone con fermezza alla ratifica di un trattato sciagurato firmato, come prassi italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, nel silenzio più totale, lasciando all’oscuro il popolo italiano. L’Italia deve rigettare il trattato, ennesimo accordo contrario agli interessi nazionali stipulato da una classe politica indegna

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

 

3 pensieri su “No alla modifica dei confini marittimi con la Francia

  1. Lodovico dell'Otti

    Perché questi trattati, importantissimi per la nostra pesca d’altura, vengono discussi da gente dedita al “calabrache”, incompetente e all’oscuro dei problemi che si creeranno nel caso di sfortunata approvazione.
    NO ALLA MODIFICA DEI CONFINI MARITTIMI TRA ITALIA E FRANCIA !!!!!

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  2. Rosario

    Giusto l’altra sera parlando con mia moglie è venuto fuori il discorso sui ‘pezzi’ d’Italia che abbiamo perso, partendo dalla Savoia x passare all’Istria non trascurando la Corsica. Ora ci vendiamo (o regaliamo , non so) i tratti di mare più pregiati. Basta !!!

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