La comprovata partecipazione italiana alla “tattica foibe”

ImmagineCome ogni anno, da quando è stato istituito il Giorno del Ricordo, la vulgata negazionista torna a colpire, con convegni falsi dove viene dato spazio a pseudo-storici che illustrano le loro tesi di carta pesta. Una delle loro “verità” riguarda l’affermazione che le Foibe furono “una risposta popolare alle violenze fasciste” e che i morti erano “poche centinaia di fascisti”. E’ nota la falsità di tali affermazioni, sono molti i documenti che riportano a galla la verità. É proprio a un documento che ho trovato di recente sul volume Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini“ (di Teodoro Francesconi – Marvia Edizioni) che voglio dare risalto ora, in occasione del 10 febbraio. Il documento è stato pubblicato nel primo volume de “Le brigate Garibaldi nella Resistenza-Documenti“ , di Claudio Pavone. Si tratta di circa 2000 pagine, dove è documentata la vita delle formazioni partigiane comuniste, attraverso testi ufficiali, lettere, relazioni, messaggi colleganti comandi divisionali, brigate, distaccamenti garibaldini. Un lavoro davvero imponente, dove tuttavia vennero censurati i documenti più scabrosi e sensibili. Ma qualcosa è riuscito ad attraversare il filtro: nel primo volume, da pagina 179 a pagina 182 troviamo il documento 41 del dicembre 1943 ed intestato “Il comitato federale di Trieste del P.C.I. al comandante del battaglione Trieste“ . Comincia così : “Rispondiamo al rapporto del 21 dicembre 1943“ e, nelle tre pagine successive commenta le notizie ricevute, dà consigli, ordini, suggerimenti. Ad un certo punto bisogna giudicare su una perplessità sorta fra i compagni del battaglione “Trieste“ a proposito dei carabinieri di Villa Decani, i quali avevano dimostrato volontà di collaborare. I partigiani non sapevano come rispondere alla proposta e chiedevano dunque consiglio; ecco la risposta : “Nel caso dei carabinieri di Villa Decani ben fatto, non rinunciando con ciò alla tattica delle “foibe“ quando si scovano fuori fascisti responsabili di azioni contro la popolazione, ex dirigenti e responsabili del regime fascista dimostratisi particolarmente reazionari; dirigenti responsabili dell’attuale fascismo repubblicano, del governo del venduto Mussolini, membri della milizia e della Guardia Nazionale Repubblicana; collaboratori aperti, decisi ed attivi dei tedeschi, spie, ecc. ecc.“

Si parla apertamente di “tattica delle foibe“, alludendo chiaramente a un modo d’agire ben organizzato e diffuso come metodo di eliminazione. E infatti di seguito vengono elencate alcune delle categorie “infoibabili“ , come a ricordare ai riceventi del messaggio che, se per quei carabinieri volenterosi di collaborazione si può fare un’eccezione, questo non deve modificare il modus operandi già pre-impostato per gli altri casi. Parliamo poi di partigiani comunisti italiani, altra triste prova che molti di loro non furono solo collaboratori degli infoibatori slavi, ma che essi stessi, come i compagni titini, utilizzassero autonomamente le foibe per i tristi scopi che ben conosciamo.

Sebastiano Parisi

Questo ed altri articoli dedicati al 10 febbraio, li trovate al nostro precedente post La Voce Irredentista [speciale 10 febbraio 2013]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...