“10 febbraio, il Giorno del (non) Ricordo”, di Costanza Bondi

430280_372466216114518_1248046213_nIl 10 febbraio si celebra la giornata del Ricordo che, sic stantibus, sarebbe forse meglio definire il “giorno che non ricordo”. Sì, perché finché la cultura imperante starà qui a propinarci i morti di serie A e quelli di serie B, credetemi: c’è poco da sforzarsi a ricordare. Nelle scuole, poco più che si affronta l’argomento delle foibe, se non nei trafiletti dei libri di testo. Damnatio memoriae? Ostracismo? Menefreghismo?

Ma insomma, signori miei, non è anche questo un genocidio? Quindi, perché non dover ricordare tali morti al pari di quanto si faccia con altri? Non vogliamo ricordarli perché morti per una mano ritenuta politicamente corretta? Ciò spiegherebbe, allora, il trattamento mnemonico riservato ai 60 milioni di civili russi, uccisi in tempo di pace per mano di Stalin e mai commemorati; idem per i civili giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Non vogliamo ricordarli perché li si conteggia nel computo dei 100 milioni di morti accreditati al comunismo? Ciò spiegherebbe, allora, il trattamento mnemonico riservato anche ai tibetani, per esempio, alle vittime dei laogai, dei khmer rossi e via dicendo. Non vogliamo ricordarli perché, numericamente parlando, erano pochi rispetto alle cifre a cui siamo abituati parlando di genocidio? Ciò spiegherebbe, allora, il trattamento mnemonico riservato anche agli armeni, ai tutsi, ai boeri…

Gulag_Foibe_Triangolo_RossoIl discorso, però, è che qui si parla di nostri connazionali, barbaramente uccisi, torturati e trucidati, in ultimo esiliati, per escutere il filo dell’appartenenza al suolo e alla patria italica. Sono passati una decina d’anni dalla promulgazione della legge che istituisce il 10 febbraio come “Giorno del Ricordo”, atto a commemorare i martiri italiani infoibati e l’esodo dei 300 mila esuli istriani, fiumani e dalmati. Tuttavia, i sondaggi evidenziano come più della metà degli italiani, a tutt’oggi, non sappia neanche cosa siano le foibe. Certo, è pagina scomoda per chi oggi detiene il potere politico culturale dover ammettere tali e determinati misfatti, che rientrano in pieno in un discorso più ampio di pulizia etnica perpetrato, sembra strano dirlo – senza che nessuno oppose resistenza – dall’altra resistenza. La quale, mossa da interessi tanto politici quanto economici, in nome della propria ideologia attuò, nell’indifferenza mondiale, l’eliminazione RAZZIALE di uomini e donne, vecchi e bambini, non solo fascisti, ma semplicemente italiani.

Ecco perché, ancora oggi, è scomodo ricordare al mondo certi avvenimenti!

Costanza Bondi

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