teresina bontempi

L’Irredentismo dimenticato: i patrioti ticinesi


Quando si pensa all’Irredentismo un filo invisibile collega subito la parola a certe terre irredente, tralasciando spesso altre, volutamente o non. Regioni come il Ticino o il Grigioni Italiano vengono spesso scartate a priori con la giustificazione: loro si sono sempre sentiti svizzeri. Ma non è cosi. Agli inizi del 900′ gli ideali risorgimentali si diffusero anche nel Ticino. Non fu un fenomeno di massa, ma lentamente si arrivò a crescere di consensi fino al picco degli anni 30′, dove il Fascismo Italiano finanziava il Partito Fascista Ticinese. Questo partito non ebbe molti consensi, mentre l’ideale irredentista iniziò a trovare sostenitori e a scatenare dibattiti su giornali e riviste. Una per tutte era l’Adula di Teresina Bontempi, giornale incentrato sulla difesa dell’italianità dei ticinesi che, col tempo, divenne irredentista ed infine filofascista. La Bontempi dovette scontare persino il carcere per le accuse di irredentismo e poi venne esule a Parma, presso il fratello.
Oltre a Teresina Bontempi, anche Rosetta Colombi, Giuseppe Prezzolini, Francesco Chiesa, Carlo Salvioni, Giuseppe Zoppi e altri prestigiosi italiani e ticinesi diedero vita a dibattiti sull’italianità del Ticino che culminarono nelle Rivendicazioni Ticinesi del 1924. In Italia intanto fu sopratutto Giuseppe Prezzolini a promuovere dibattiti sul Ticino Italiano, sul suo giornale Voce, a cui parteciparono tra gli altri Francesco Chiesa, Giovanni Papini, Giani Stuparich, Scipio Slataper.
L’Irredentismo degli italo-svizzeri è un fenomeno complesso a cui il MIRI e gli irredentisti italiani tutti non possono rinunciare. Le figure da analizzare sono molte e meritano tutte rispetto e ammirazione. Nei prossimi mesi approfondiremo l’argomento. Donne ardite come la Bontempi, Rosetta Colombi ed Elda Simonett-Giovanoli (quest’ultima ricevette persino il riconoscimento dalla Repubblica Italiana per la difesa della lingua italiana nei Grigioni), uomini come Carlo Salvioni o Francesco Chiesa, ed ancora Aurelio Garobbio e Giuseppe Zoppi (quest’ultimo si dichiarò “apostolo dell’italianità”). E’ nostro dovere ricordare questi irredentisti e fare in modo che le loro idee, i sogni e le speranze che avevano, rivivano con noi!

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