Ancora ingiurie verso gli italiani in Istria

ImmagineIstria, Rovigno. Nella notte tra il 30 e 31 Marzo, sono apparse delle scritte offensive sulle porte di servizio laterali di Palazzo Milossa, sede della Comunità degli Italiani, nella centrale piazza Campitelli. Le scritte recitavano “Fascisti” e “Fuck Italy”: di nuovo offese, di nuovo intolleranze verso la nostra minoranza. In base al censimento del 2001 a Rovigno si è dichiarato italiano l’11,5% della popolazione (il 10,81% del totale ha comunicato di essere di madrelingua italiana), cioè 1650 persone, riunite nella locale comunità, la quale però conta ben 2381 soci con diritto di voto, ai quali si aggiungono leve più giovani sotto la presidenza di Gianclaudio Pellizzer. Nella cittadina è presente anche una scuola secondaria superiore italiana, simbolo che la componente istriana italiana è viva e vegeta, nonostante gli esuli del dopoguerra abbiano contato tra le proprie  file l’85% dei Rovignesi. Le scritte sono state subito cancellate dopo il sopralluogo della polizia, e l’Unione Italiana tramite un comunicato del presidente Furio Radin ha espreso la sua protesta per l’accaduto: “le scritte sono offensive per tutti i rovignesi e per tutta la Comunità nazionale italiana. Queste scritte non sono soltanto un atto vandalico, sono anche una provocazione e arrecano seria offesa alla convivenza e al multicuturalsimo ovvero a tutti i valori che contraddistinguono l’Istria antifascista. In passato – prosegue Radin, sono già successi atti di vilipendio alla bandiera italiana e i muri delle nostre Comunità degli Italiani sono stati già deturpati con altre scritte offensive. Gli organi inquirenti non hanno mai scoperto nulla. Pertanto, nell’esprimere la nostra seria preoccupazione – conclude Radin – voglio lanciare un allarme per quanto sta succedendo e unitamente esprimere la speranza che finalmente gli autori, a nostro avviso politicamente motivati, di queste provocazioni, vengano finalmente resi noti”.

Come affermato dal presidente Radin, si sono già verificati atti vandalici in passato, i più noti sono datati 2006, quando tre bandiere italiane vennero rimosse dalle facciate degli edifici pubblici, gettate per terra e una bruciata, e 2007 quando vennero causati 8.000 euro di danni al Palazzo appena restaurato della  Comunità degli italiani di Sissano. La questione, oltre a ripresentarsi periodicamente con la sua violenza e il solito odio etnico, presenta sfumature più sinistre. Infatti quando il presidente Radin nel suo comunicato fa riferimento al rendere finalmente noti i nomi degli autori di questi gravissimi atti (che se verificatisi in Italia avrebbero scatenato lo sdegno di tutti i benpensanti esterofili e antitaliani), si riferisce al fatto che in nessuno dei due casi suddetti sono stati comunicati i nomi dei responsabili, nonostante le affermazioni della polizia di averli identificati. Questi gesti offensivi verso la nostra minoranza non sono isolati, né geograficamente né temporalmente, ma mai resi noti agli italiani se non nella cronaca locale e nei siti interessati. E’ poi ancora più triste notare come tali eventi si siano verificati a Rovigno, parte della vecchia Istria italianissima dove attualmente la convivenza, la tolleranza e il bilinguismo vengono portati spesso ad esempio. Sarebbe opportuno non lasciare soli gli italiani delle nostre minoranze in Istria e nel mondo, cosa che puntualmente il Ministero degli Esteri e le istituzioni maggiori applicano sistematicamente da tempo immemore. Non si può non pensare a cosa sarebbe accaduto a parti invertite in una città come Trieste ad esempio, dove non più tardi dello scorso anno sono apparsi calendari di Tito al Comune e bandiere jugoslave ad un matrimonio patrocinato dal sindaco, nel silenzio generale rotto solo dai soliti noti. Noi continueremo nonostante tutto a diffondere e a raccontare la storia e la vita delle nostre minoranze affinchè sempre più persone vengano a conoscenza della situazione dei nostri connazionali in quella che fu una parte d’Italia barbaramente sottratta alla madrepatria. Sono proprio il sostegno e la vicinanza, che iniziano con la conoscenza, che potranno evitare il ripetersi di questi atti mirati e non casuali, simbolo che l’odio etnico è ben lontano dall’essersi estinto nonostante le parole “concilianti” (davvero un eufemismo) delle autorità croate, da noi gentilmente sospinte verso l’UE.

2 pensieri su “Ancora ingiurie verso gli italiani in Istria

  1. Alessio Cascetti

    Si è vero,se fosse successo in Italia ai danni magari,non di una ambasciata,ma di una qualsiasi associazione culturale straniera sarebbe successo il finimondo.Noi italiani non siamo in grado di difendere noi stessi in patria ,figuriamoci, difendere voi ,cari fratelli Istriani.Il nostro è un paese alla mercè statunitense-europea da ben ..70 anni.Mi sembra, leggendo questo articolo da voi pubblicato che voi abbiate simpatie antifasciste,non so se per comodo o , per vostra convinzione,sappiate comunque che l’antifascismo,cari fratelli istriani ha tolto all’Italia ogni forma di indipendenza, noi non siamo piu un popolo sovrano ,grazie a quel boia di togliatti, venduto dei sciavi, e a quella sporca democrazia che ha ridotto un popolo , con una storia millenaria, da far invidia a qualsiasi nazione a semplice vassallo di chicchessia.Si è vero l’italiano è esterofilo,,e ‘come non potrebbe esserlo?.In 70 anni di democrazia hanno tentato in tutti i modi di farci credere di essere debitori nei confronti dei nostri invasori, riuscendoci pienamente.Gli unici a contrapporsi al sistema siamo stati noi fascisti, si fascisti perchè non ci vergogniamo di esserlo ma bensi ne andiamo fieri.Questo mio discorso non vuole essere un attacco a voi italiani d’istria , , conosco bene la vostra situazione,sono stato periodicamente in vacanza a Lussino per anni in gioventu e mi ricordo perfettamente l’ astio dei sciavi nei nostri confronti.Vigeva la dittatura comunista di tito,a quei tempi,i serbi ,importati da tito nella cosiddetta croazia ci chiamavano fascisti; credendo di offenderci anche i croati non erano da meno ma i serbi ci odiavano davvero, sapevano perfettamente di essere considerati da noi semplicemente come zingari daltronde lo è davvero.Vivere come stranieri in casa propia, dove anche le pietre parlano italiano ,rattrista il cuore.,o forse non è cosi?Perchè allora questi attacchi dimostrativi?Ci odiano ancora?Cosa vogliono questi individui?Non sono ,,sicuri a casa nostra?Allora che vengano nella nostra penisola, qui staranno bene avranno tutto,gli italiani saranno pronti ad accoglierli a braccia aperte, noi ospitiamo tutti e poi siamo costretti ad emigrare come ai tempi del re e di giolitti..Se litighi anche solo verbalmente con un rumeno,in Italia ci danno una condanna per atti di razzismo.Sono sicurissimo questa situazione ,di straniero in patria in Italia presto cambierà, la povertà dilaga, il lavoro è un miraggio,il futuro è incertissimo.Quando finalmente mancherà il piatto di pasta sulla tavola a quasi la maggioranza degli italiani allora sarà rivolta sarà guerra. Ci riprenderemo i nostri posti di lavoro, regalati dallo stato allo straniero, ci riprenderemo le nostre città oggi in balia di troppi beduini .Saremo come al solito in pochi a fare la storia ,ma questa volta non commetteremo gli errori del passato,i nostri nemici non andranno in esilio al mare a Ponza come una volta, non ci saranno altri togliatti,napoletano o andreotti o gramsci,non ci saranno neanche i loro figli pronti come al solito a vendersi allo straniero..Non stupitevi cari fratelli istriani di questa rabbia che certamente trapela dalle mie parole,la situazione in Italia è drammatica, questi pezzenti di politici e chi li vota ci h,anno ridotto al lastrico ma soprattutto ci hanno tolto la dignità ,,l’onore il sentirsi privilegiato di essere italiano.Fatta pulizia di questi indegni,saremo pronti allora, a riprenderci le nostre terre oggi in mano dello straniero,Gli alpini saranno al servizio dei nostri fratelli e non in afghanistan,i nostri maro sorveglieranno i nostri mari e non saranno abbandonati in India come adesso da uno stato ridicolo e vergognoso, ma soprattutto non abbandoneremo voi e le nostre terre.Spero che tutto questo si possa avverare,io credo di si,o si fa la storia o l’Italia muore.Un carissimo saluto a voi cari fratelli ITALIANI e scusatemi se vi sono sembrato un po aggressivo,ora state meglio voi in istria, credetemi ,un giorno staremo bene tutti insieme. MEMENTO AUDERE SEMPER.

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  2. Massimiliano

    Quanto è successo,va censurato e condannato.Forse hanno timore del diritto al ritorno per gli Italiani per le proprietà degli esuli o parenti andati via dal 1947 in poi. È evidente che la comunità Italiana in minoranza è temuta per la sua forte civile cultura nel territorio dai Croati che non credono nella convivenza,se no non si spiega! W l’Italia e l’Italiani.

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