Mentone si scopre poco francese: “Via cartelli e insegne in italiano”

Tutta colpa di Cavour che rinunciò a Nizza e dintorni e di Mussolini che non riuscì a riprenderli. Nel lotto c’è anche Mentone, anzi Menton, dove è ufficialmente scoppiata la guerra della lingua. Si tratta della più italiana delle città francesi, anche perché è proprio sul confine, quindi l’Italia inizia dove finisce Mentone (e viceversa). E quindi ci vige un bilinguismo di fatto, tipo Alto Adige: i cartelli «pubblici» sono ovviamente in francese, quelli privati anche in italiano. Però, e qui è il problema, tanti sono soltanto in italiano, anche perché molti gestori e moltissimi clienti, forse la maggioranza in entrambi i casi, sono appunto italiani. Se chi vende è italiano e chi compra idem, ha poco senso usare il francese (e magari fa pure vendere e comprare di meno).

Però la legge è legge. Nel caso, la famosa o famigerata legge Toubon del ‘94 sulla tutela della lingua, la stessa per cui sui manifesti pubblicitari il solito slogan in inglese è obbligatoriamente accompagnato da un asterisco che rimanda alla traduzione francese. Adesso il deputato-sindaco di Mentone, Jean-Claude Guibal, targato Ump, il partito di Sarkò, ha deciso di farla applicare.
(Alberto Mattioli – lastampa.it)

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