Comunicato Movimento Irredentista Italiano – 28 Gennaio 2012

Il 26 Gennaio, tramite il sito dell’ANVGD, è trapelata la notizia che l’Università di Firenze non ha concesso la disponibilità degli spazi del Polo delle Scienze Sociali di Novoli per l’incontro organizzato per venerdì 3 Febbraio, un evento rivolto a commemorare in Ateneo il Giorno del Ricordo. La conferenza è stata organizzata dal gruppo “Studenti per le libertà”, gruppo universitario facente capo al Popolo delle Libertà. La motivazione con la quale l’università ha negato gli spazi necessari alla realizzazione dell’evento è stata clamorosa ed eloquente: “non generare possibili tensioni all’interno dell’Università”.

Ufficialmente la ragione addotta si riferisce ad una manifestazione cittadina simile, organizzata per il giorno dopo. Tuttavia gli organizzatori ed alcuni siti di informazione affermano che dietro questo atto, che sa molto di censura, ci siano pressioni da parte di collettivi di estrema sinistra presenti nell’Università, ai quali la dirigenza universitaria avrebbe ceduto. Nonostante la legge del 2004, ancora oggi vediamo come questa data e queste commemorazioni siano ugualmente oggetto di divisioni e attriti a distanza di anni. Un’università non può essere ostaggio di un piccolo gruppo di estremisti ignoranti, figli di una scuola oscurantista che per 70 anni ha nascosto questa tragedia. Un’università non può cedere a ricatti e pressioni di qualcuno che, seguendo la strategia dell’intimidazione fisica e mentale, impedisce la libera espressione e la doverosa memoria collettiva. L’appartenenza del gruppo studentesco ad un determinato partito non dovrebbe assolutamente essere un argomento inerente alla manifestazione del Giorno del Ricordo in quanto, lo ripetiamo da tempo, quest’ultima è una commemorazione che dovrebbe far parte della cultura popolare italiana. In più, qualsiasi partito, associazione o movimento che si dimostri aperto a collaborare nella maniera giusta alla diffusione della storia delle terre della Venezia Giulia e della Dalmazia, e non solo di quei terribili anni, è sempre ben accetto. E’ ancora più triste pensare che questo atto di censura, sintomo di una debolezza delle autorità dell’istituto, trova realizzazione nella prestigiosa università fiorentina dove, dal Risorgimento fino agli anni della tragedia delle foibe, migliaia di italiani giuliano-dalmati si sono formati e sono cresciuti nei sacri valori della cultura italiana, dell’italianità, dell’amor di Patria. Tra i molti ricordiamo Giani Stuparich e Scipio Slataper, che insieme ad altri ragazzi formarono il meglio della classe intellettuale irredentista che combatté per il ritorno all’Italia di Trento, Trieste, Pola, Fiume e Zara. La questione è arrivata in Senato, dove l’onorevole Pietro Paolo Amato ha presentato un’interrogazione chiedendo al governo di verificare la veridicità delle motivazioni addotte dai tre presidi e se “non ritengono di doversi adoperare affinché l’Università degli Studi di Firenze garantisca, in ogni occasione e in ossequio alla legge ed al proprio statuto, il rispetto del principio di libera espressione ed associazione degli studenti, autorizzando, nel caso particolare, la concessione dell’aula richiesta per lo svolgimento dell’iniziativa storico-culturale dedicata al Giorno del Ricordo”. Il senatore ha inoltre richiesto che in tutte le università italiane, massima espressione dell’istruzione, si tengano incontri e convegni su questi argomenti in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo. Ora si aspetta la risposta del governo che ha il compito di porre subito rimedio a questo gesto irrispettoso nei riguardi delle vittime e degli esuli ma anche degli italiani in generale, perché tali erano coloro che subirono sulla loro pelle le violenze, le torture, gli infoibamenti e l’esodo.  I tre presidi delle tre facoltà Franca Alacevich di Scienze Politiche, Francesco Giunta di Economia e Paolo Cappellini di Giurisprudenza, dovranno rispondere di questo divieto, che ha il sapore di un ritorno a quell’oblio voluto per più di 60 anni da una precisa fazione politica connivente con i carnefici di migliaia di italiani. La ridicola scusa posta a giustificare l’impossibilità di assegnare una stanza per lo svolgimento dell’incontro è ancora più sintomatica di quanto ancora oggi, manchi un riconoscimento unanime di una tragedia che ci riguarda tutti. Se l’Università di Firenze non cambierà posizione nemmeno in seguito ad un auspicabile intervento dell’esecutivo, sarà il segno della debolezza istituzionale di uno degli atenei più prestigiosi d’Italia ed un ennesimo affronto alla dignità dei martiri giuliano-dalmati. Resta comunque la tristezza e la grande delusione nel constatare, per l’ennesima volta, l’avvenuta strumentalizzazione della storia e la mancanza di rispetto verso le vittime e e gli esuli. Ad ogni modo, noi continueremo nella nostra opera di diffusione della storia e della cultura dei territori irredenti, traendo nuove e più vigorose motivazioni per proseguire il nostro cammino, a partire dalle manifestazioni nelle quali saremo impegnati in alcune parti d’Italia.
La storia non può essere nascosta per sempre.

Il Consiglio Direttivo del Movimento Irredentista Italiano

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